Tensioattivi: SLES o SLS? Una sola lettera, una grande differenza!
Ormai da parecchi hanni nelle etichette dei cosmetici e dei detergenti di uso quotidiano, gli ingredienti di derivazione petrolchimica rappresentano la parte principale delle formule.
Uno di questi, reso celebre e “DANNATO” da tanti articoli giornalistici è il famoso SLS, uno dei tensioattivi più utilizzati dall’industria cosmetica.
I tensioattivi sono una grossa categoria di molecole che hanno la proprietà di lavare, fanno cioè da “ponte” fra l’acqua e lo sporco, e possono quindi sostituire i saponi, e sono l’ingrediente principale dei saponi liquidi.
L’SLS, o Sodio Lauryl Solfato è un tensioattivo vegetale derivato dell’olio di cocco.
Spesso è stato ingiustamente attaccato e demonizzato per le sue caratteristiche di aggressività, cancerogenità,ecc…e per il suo alto potere inquinante.
In realtà è un prodotto di derivazione completamente vegetale, con un’ottima biodegradabilità, ma sicuramente è un tensioattivo molto aggressivo e per questo è bene riservarlo non alla cosmetica, ma alla detergenza (panni, piatti,pavimenti,ecc….).
Molto differente è invece il Sodio Laureth Sulfato, o SLES, che è un derivato del SLS a cui viene aggiunto una parte petrolifera.
Normalmente la parte petrolchimica aggiunta è preponderante rispetto alla parte vegetale derivante dall’SLS. Questa operazione viene fatta per ragioni sia economiche (la parte petrolifera costa meno di quella vegetale..), sia per questioni di praticità di laboratorio, infatti lo SLES ha sempre la giusta viscosità sia in estate che in inverno, mentre i tensioattivi vegetali variano molto lo loro densità in funzione della temperatura e questo ovviamente comporta problemi in fase di lavorazione.
Lo SLES, quindi oltre ad avere un’alta aggressività sulla cute è inoltre non biodegradabile.
Purtroppo lo SLES è in assoluto l’ingrediente più utilizzato di bagnoschiuma, shampoo, detergenti in genere, dentifrici, e creme.
Ovviamente non tutti i tensioattivi sono così dannosi per le persone e per l’ambiente.
E’ per questo che noi della Saponaria stiamo studiamo costantemente per trovare una formulazione per un sapone liquido innovativo, che coerentemente con i nostri principi non contenga derivati petrolchimici, che sia altamente biodegradabile e che sia prodotto con la maggior parte di ingredienti locali.
Al momento, non avendo ancora trovato dei tensioattivi che soddisfino al 100% i nostri principi, abbiamo studiato un nuovo metodo per produrre dei saponi liquidi, attraverso un processo di rilavorazione del sapone solido da noi prodotto.
Abbiamo così ottenuto un prodotto innovativo, con un metodo di lavorazione altamente artigianale …tant’è che ogni lotto è unico, legato alle stagioni e differente dagli altri!

