Archive for Marzo, 2007

A.A.A. fotografo cercasi

                                                                                                                                                                                                                                                                                        zzzzz.JPGOggi mi sono cimentata nell’affascinante mestiere del fotografo.

Volevo provare a fare qualche immagine dei nostri saponi. Ho allestito il “set”, preparato le luci, sfoderato la poderosa macchina fotografica, e clik clik clik…Al 300esimo clik ho capito che è bene lasciar fare il mestiere a chi lo sa fare. Le mie foto, come vedete, sono non proprio il massimo, insomma, si potrebbe fare di meglio…

Dunque…c’è qualche amante della  fotografia che ha voglia di sperimentare qualche scatto con noi?? Qulcuno sa darci qualche consiglio?

Posted on Marzo 22nd 2007 by Lucia

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Ho vinto il Lotto!

No, non sto parlando del lotto che quando sei fortunato cambi nome, indirizzo e te ne scappi in qualche isola tropicale. Mi riferisco invece al lotto, il numero di produzione che deve essere impresso su ogni saponetta per poter identificare la partita di produzione. Un numero variabile quindi. E’ stata una sfida, pensare a dove e come metterlo, ma ora abbiamo vinto!
Le soluzioni offerte dal mercato sono marchiatori, stampanti per etichette, dai 600E in su, per intenderci. Ho incontrato un triliardo di rappresentanti, valutato, confrontato…

timbro2.jpgPoi ieri la Luci se ne esce come se niente fosse “ho risolto il problema lotto”. Con 20 eurini. Metodo molto, molto manuale ma sembra funzionare….!!!!!!!

Posted on Marzo 22nd 2007 by Luigi

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Commercialisti

commercialista.jpgI commercialisti parlano un linguaggio strano, incomprensibile al più delle persone. O perlomeno incomprensibile a persone come me, che di contabilità, IVA , obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi ne ha solo sentito parlare alla Tv.

E’ vermente un miracolo trovare qualcuno che parli per farsi capire non per farti capire che tu, da solo, non potrai mai farcela. Ma chi cerca trova! Finalmente forse ci siamo, quasi deciso a chi affidarci..

Posted on Marzo 20th 2007 by Lucia

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E luce fu!

L’Enel per allacciare un contatore chilampadinaede ben 700 euro e si prende l’onere di fare il lavoro in 4 mesi. D’altronde la domanda deve essere inoltrata non nel tuo ufficio del comune ma alla sede centrale. Dalla sede viene richiesto  al comune di mandare un tecnico a fare il sopraluogo. Ti viene fatto il preventivo e spedito a casa. Il preventivo firmato deve essere poi spedito alla sede centrale che lo rimanderà al tuo comune che contatterà un tecnico che verrà a montare il contatore.
Quanto siamo bravi a complicarci la vita..

Ma ce l’abbiamo fatta…finalmente la luce!!
Tutta un’altra storia poter lavorare con la radio accesa, spennellare a ritmo di Blues..

Posted on Marzo 19th 2007 by Lucia

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Animali e test cosmetici

Coniglio in gabbiaMi aggancio al post di Renè che ha sollevato giustamente la questione delle sperimentazioni sugli animali..

Sempre più ditte si definiscono “cruelty free”, espongono orgogliosamente in etichetta il marchio “prodotto finito non testato sulgi animali”. Si fanno bandiera di questi valori per incrementare le vendite e mostrarsi belli e buoni agli occhi del consumatore..
In realtà  le diciture prodotto finito non testato su animali e Cruelty free garantiscono solo che il prodotto finito non sia stato testato, mentre gli ingredienti sì… una ridicola forma di ipocrisia.

La comunità europea ha stabilito nel 2003 una legge a tutela degli animali e che proibisce i test cosmetici su di essi che verrà resa attuativa in italia nel 2013.
Ora come ora, per continuare fino al 2013 non solo a farsi belle, ma anche a lavarsi denti, mani e capelli, nel rispetto degli animali, basterà acquistare i prodotti che portano la dicitura “Non Testato su Animali” o il logo della ECEAE - European Coalition to End Animal Experiments che, secondo lo Standard Internazionale, garantiscono che né il prodotto finitogli ingredienti necessari per produrlo siano stati testati su animali.

Lasciamo stare che questa, come altre certificazioni, sono rivolte solo a medie-grandi realtà, la mia ostinata diffidenza e sospetto nei confronti dei marchi e degi enti certificatori e cerchiamo invece di analizzarne cosa si intende per “test cosmetici sugli animali” e capire quindi le grandi conquiste e i pregi della legge emanata.

Prima della legge, ogni volta che un’azienda decideva di utilizzare un nuovo ingrediente per un cosmetico, era tenuta ad effettuare svariati tipi di test, in modo da identificare tre livelli di tossicità possibili: acuta, subacuta e cronica. I più comuni di questi sono l’LD50, il Draize test ed il test di cancerogernicità.
LD50 sta per “dose letale nel 50% dei casi”, e prevede la somministrazione di un prodotto all’animale finché la quantità non diviene tossica ed esso muore (in tempi variabili da ore a settimane). Il Draize test consiste nel testare il prodotto sulla cute o sugli occhi, osservando le possibili ustioni o reazioni allergiche. Il test di cancerogenicità prevede che l’animale (in genere un roditore) inali o ingerisca per diversi anni di fila una sostanza. Quindi viene ucciso e l’autopsia determina l’insorgenza del tumore.
In nessun caso vengono utilizzati anestetici, perché potrebbero modificare l’esito del test.

È stata provata più volte l’inefficienza di questi metodi: in campo cosmetico, infatti, la maggior parte dei prodotti utilizzati è poco o affatto tossica, e la morte dell’animale sopraggiunge per deterioramento degli organi causato dai test ripetuti e dalle massicce dosi di prodotto inoculate, dosi a cui un essere umano si sottoporrebbe solo se desiderasse morire.

I test cosmetici, che attualmente coinvolgono circa 50.000 animali l’anno (quasi 150 al giorno – fonte LAV), vengono effettuati per fornirci profumi, ciprie, rimmel, rossetti, smalti… Inutile chiedersi se ne vale la pena.

La nuova legislazione nel campo dei test cosmetici introduce tre importanti novità, secondo la visione di Roberta Bartocci, responsabile LAV settore Vivisezione:
- divieto di eseguire su animali test dei prodotti cosmetici finiti, o di commercializzare prodotti cosmetici finiti che abbiano subito test su animali, a partire dall’11 settembre 2004: i test sui prodotti finiti sono facoltativi, eppure molte fra le aziende più grandi hanno deciso di effettuarli ugualmente…
- divieto di eseguire su animali test per materie prime cosmetiche, entro il 2013: il fatto che la cosa sia stata rimandata fin dal 1998, dipendeva dall’assenza di metodi alternativi alla sperimentazione animale. Oggi che i metodi ci sono, è stato dato un limite “di comprensione” che termina nel 2013.
- più rigidità nella possibilità di affermare che il prodotto è “non testato su animali”, dall’11 marzo 2005: non è possibile utilizzare tale dicitura, a meno che non sia possibile garantire che il test non sia stato compiuto nemmeno sugli ingredienti usati per il prodotto finito. Dall’11 marzo nessun prodotto porterà diciture fuorvianti come quelle già menzionate.

Purtroppo però il Decreto non indica se e come le aziende verrebbero controllate. Una mancanza che rischia di castrare in partenza questo progetto di rinnovamento etico.

Ovviamente gli interessi in gioco e le opposizioni a questo progetto sono tante ma non possiamo che sperare per il meglio e intanto, spettando con ansia il traguardo del 2013…occhio all’etichetta!!

(fonte: www.terranauta.it)

Posted on Marzo 18th 2007 by Lucia

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Mare, sole, spaghetti e mandolino. Si salvi chi può!

burocraziaGli unici macchinari che utilizziamo sono pentoloni, cisterne e tanto olio di gomito. Il processo di produzione è artigianale che più artigianale non si può..

La conseguenza più ovvia, come consigliata dalla Camera di Commercio da associazioni di categoria varie è quella di iscriversi all’Albo Artigiani. Documentazioni e pratiche si sprecano per ottenere un semplice numerino, ma presentiamo il necessario. Dopo all’incirca due mesi (eh, al proverbiale efficienza degli uffici italiani) mi arriva una simpatica raccomandata:

Non è possibile iscriversi all’Albo Artigiani perchè non sussistono i requisiti necessari”.

????Stupore e meraviglia. Dopo innumerevoli chiamate e visite in altrettanto innumerevoli uffici si scopre che la ragione sta nel fatto che il Direttore Tecnico (ovvero colui che certifica dal punto di vista sanitario la produzione) opererà come consulente e non come titolare dell’impresa. Ovviamente in ufficio all’Albo Artigiani nessuno lo sapeva a priori, e ancora più ovvio è che nè gli impiegati dell’ufficio, nè la commissione che lo ha deliberato non si era presa neanche la briga di leggersi la normativa cosmetica prima di deliberare. La risposta è stata “Ma cosa crede? Mica possiamo sapere tutta la normativa esistente?”. Bene. Questo sì che si chiama fare bene il proprio lavoro, capire il problema degli altri, comprendere che non tutti stanno seduti in un ufficio a scaldare la sedia per 30 anni senza doversi preoccupare di aggiornarsi, di mettersi in gioco o di poter essere licenziati.

Va bhe, rinunceremo ad agevolazioni fiscali, a possibilità di ricevere finanziamenti, a dire quello che effettivamente facciamo, cioè artigianato e ci iscriveremo come industria (mi fa sorridere solo a pensare di poter essere paragonati alla L’Oreal!!!).

Ma i problemi non sono finiti qui..

Ovviamente, avere delle certezze quando parliamo di pratiche con la P.A. è come trovare un politico onesto. Più unico che raro.
I pareri sono contrastanti, c’è chi dice che possiamo, c’è chi dice di no, chi dice che dobbiamo pagare l’INAIL, chi dice di no, chi dice che abbiamo bisogno di alcuni documenti, chi di altri..

Italia, cara vecchia Italia. Ma poi uno si chiede perchè le persone scappano da qui? Perchè gli investimenti si spostano all’estero? Perchè i cervelli fuggono? Forse mare, sole, spaghetti e mandolino non bastano più..

Posted on Marzo 17th 2007 by Lucia

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Benessere e Salute