Ciao a tutti, grazie per la partecipazione, per scrivere e per commenare, per farci veder che ci state vicini.
E’ incredibile quenti difficoltà stiamo incontrando, principalmente a livello burocratico, e poi a livello tecnico, economico, ecc… Voglio raccontarne una sola: il mese scorso ho chiamato il mitico “SUAT” (Sportello Unico Attività Produttive) introdotto dal governo Berlusconi per snellire e facilitare l’apertura di nuve imprese.
Ho provato a chiedere quali documenti e cose avrei dovuto portare, e mi hanno fatto un elenco incredibile fra cui anche una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale…cosa che normalmente si fa per opere mooolto grosse…tipo la TAV..insomma).
Inoltre la cosa più incredibile è che dal momento della presentazione di tutti i documenti ci SAREBBERO VOLUTI ALMENO 5 MESI per evere l’autorizzazione……ma ci rendiamo conto….
Behh, volevo rendervi partecipe di questo….ognitanto scrivere serve per sfogarsi!!!!
Grazie e buona giornata…
Luigi

Sono già trascorsi 4 anni….in realtà mi sembra ieri di aver scoperto la magia di fare il sapone!
Olio di oliva, olio di cocco, oli essenziali, erbette triturate, soda, acqua e…tutto si trasforma, la vecchia alchimia tramandata di generazione in generazione si ripete!
La nostra avventura nasce all’interno del Gas di Pesaro, dalla voglia di riscoprire i mestieri dei nostri nonni, di ritrovare un contatto con le cose semplici ma soprattutto dalla necessità di trovare un sapone che sia buono per la nostra pelle ma nello stesso tempo rispettoso per l’ambiente.
Da un pò di tempo ci frulla per la testa l’idea di trasformare quest’attività in un lavoro vero e proprio. Ultimamente un paio di coincidenze favorevoli uniti alla passione e un pò di sana incoscienza a ci hanno dato la spintarella giusta e abbiamo deciso di partire!
Ovviamente più facile a dirsi che a farsi. La cara vecchia Italia ce la mette tutta a metterci i bastoni fra le ruote!
Questo blog nasce con l’idea di condividere con voi il nostro iter, i nostri sforzi e le nostre soddisfazioni all’inizio di questa avventura…
Ci piacerebbe sentire i vostri pareri e i vostri consigli per riuscire a far crescere LaSaponaria assieme a voi!
Un caro saluto a tutti
Lucia e Luigi
Come tutte le ditte che si rispettino anche LaSaponaria avrà un logo!
La grafica è stata elaborata da una mia amica, Monica Quezadas che ringrazio vivamente….Secondo me è carino, a parenti ed amici piace, ma prima di stampare biglietti, bigliettini, depliant e quant’altro mi piacerebbe però raccogliere anche qualche vostro commento…
Cosa ne pensate??

Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo ottenuto il prestito!
La regione Marche in collaborazione con la Banca delle Marche ha stanziato un prestito d’onore per i giovani volenterosi..si tratta di un prestito a tasso agevolato a cui si può accedere tramite bando. Oltre al prestito la regione mette a disposizione dei giovani “imprenditori” un tutor e un corso per imparare a gestire tutte le beghe burocratiche che ci aspettano..
bello, molto utile e che ancora dopo un mese che la nostra domanda è stata accettata non abbiamo ricevuto neanche un eurino!! Il fatto è che bisogna essere iscritti all’albo artigiani/registro imprese per ricevere il prestito.
Purtroppo ottenere quel numerino non è così semplice… Tra Asur, Aset, comune, ministero della salute, funzionari inetti, e chi più ne ha più ne metta la trafila burocratica è infinita!
Comento di Silvia | sissil@yahoo.it | IP: 85.35.97.129
ma il sapone non si faceva con la cenere???
Mar 13, 8:54 AM —
behh, in realtà è un mito da sfatare, le nostre nonne non facevano i saponi con la cenere.
Molti molto anni fa (parliamo più di 100) i saponi erano fatti con una soluzione derivante dalla bollitura della cenere.
Già dai tempi del dopoguerra, in cui era possibile trovare nelle drogheria la soda, era stata abbandonata la cenere per usare la soda, che porduceva un sapone migliore e più compatto (e più bianco!!!)
Inceve, la cenere è stata usata fino pochi decenni fa per lavare la binacheria.
La cenere veniva messa a bollire in acqua per diverso tempo, poi questo liquido veniva lasciato riposare e filtrato, ed era chimato “LISCIVA”. (lo stesso nome del rpodotto della TEA)
Era un liquido molto caustico, che aveva la proprietà di pulire e sbiancare.
I panni venivamo messi a bagno in questa bacinella contenente la lisciva per tutta la notte ( e questo era chimato “RANNO”), e al mattino erano pronti per essere lavati, strofinati e infine risciacquati.
Almeno questo è quello che mia nonna mi ha sempre raccontato, ma forse potrebbe variare da regione a regione, o forse anche da famiglia a famiglia…..se qualcuno ha la propria (o dei propri nonni) esperienza da raccontare…
beh, secondo le nonne uscivano molto più bianchi e più profumati di quelli “moderni”….
Io non ci credo pienamente, anche perchè profumi chimici e sbiancanti ottici che sono presenti nei detersivi fanno la loro funzione (oltre ad inquinare il mondo!!!)
Però le storie delle nonne sono belle…..
Per chi volesse venire a trovarci il locale che abbiamo trovato si trova a Fano, in via Mattei 7/c …
E’ un posticino nuovo nuovo, abbiamo messo le mattonelle, dipinto..ancora siamo senza luce, nè acqua ma sicuramente con tanta voglia di fare!
Entrando in laboratorio mi sento come un pittore davanti ad una tela bianca. Emozionato per il capolvoro che dipingerà ma un pò impacciato e incerto sul da farsi..
Al momento l’unico arredamento che troverete è questo tavolo e due mobiletti gentilmente concessi dalla bottega equo solidale di di Fano (in via di ristrutturazione), il resto è tutto da immaginare!
Nella mia testa il disegno è bellissimo, ma vediamo cosa riusciremo a fare con la nostra “esperienza” da carpentieri e il nostro esiguo budget!