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	<title>Commenti a: E&#8217; nato!</title>
	<link>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/</link>
	<description>I primi passi di un laboratorio solidale</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 11:00:32 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Jenny</title>
		<link>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-309</link>
		<author>Jenny</author>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 14:15:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-309</guid>
					<description>Passo a farvi un salutino anche qui :)
Anch'io ho un po' di guado dell'Oasi ma non l'ho ancora usato... mi date qualche dritta per le percentuali? Mi è venuta improvvisamente voglia di sapone alla lavanda :D
Comunque siete troppo bravi, spero di poter vedere il vostro laboratorio al più presto. Complimentissimi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Passo a farvi un salutino anche qui <img src='http://www.lasaponaria.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Anch&#8217;io ho un po&#8217; di guado dell&#8217;Oasi ma non l&#8217;ho ancora usato&#8230; mi date qualche dritta per le percentuali? Mi è venuta improvvisamente voglia di sapone alla lavanda <img src='http://www.lasaponaria.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Comunque siete troppo bravi, spero di poter vedere il vostro laboratorio al più presto. Complimentissimi!!!</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-310</link>
		<author>Luigi</author>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 20:06:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-310</guid>
					<description>Ciao Jenny, grazie del post!!!
Il guado è effettivamente fra le erbe tintorie la più difficile da usare, perchè a differenza di robbia, alcanna, annatto, ecc.. il guado non è solubile nè nei grassi nè in acqua, quindi in pratica il colore è dato per sospensione.
Va quindi aggiunto quando il sapone ha già fatto un buon nastro, magari già disperso in olio di mandorle dolci o in olio essenziale di arancio (che è uno dei migliori solventi da cosmetica).
A livello di percentuali ti consiglio di iniziare con lo 0,5% del peso degli oli...
Poi magari ti regoli con il colore....
Ciao ciao.
Luigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Jenny, grazie del post!!!<br />
Il guado è effettivamente fra le erbe tintorie la più difficile da usare, perchè a differenza di robbia, alcanna, annatto, ecc.. il guado non è solubile nè nei grassi nè in acqua, quindi in pratica il colore è dato per sospensione.<br />
Va quindi aggiunto quando il sapone ha già fatto un buon nastro, magari già disperso in olio di mandorle dolci o in olio essenziale di arancio (che è uno dei migliori solventi da cosmetica).<br />
A livello di percentuali ti consiglio di iniziare con lo 0,5% del peso degli oli&#8230;<br />
Poi magari ti regoli con il colore&#8230;.<br />
Ciao ciao.<br />
Luigi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: LaSaponaria &#187; Il Guado</title>
		<link>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-311</link>
		<author>LaSaponaria &#187; Il Guado</author>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 22:13:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lasaponaria.com/blog/2007/06/05/e-nato/#comment-311</guid>
					<description>[...] Il Guado, in botanica Isatis Tinctoria, racchiude già nel suo nome la sua principale caratteristica, quella di tingere. L’indaco è estratto dalle foglie. Attraverso processi di macerazione e fermentazione in acqua, si ottiene una colorazione gialla verdastra; la soluzione, agitata ed ossidata, fa precipitare i fiocchi d&#8217;indaco (indigotina). Si ottiene così una colorazione blu, da sempre usata nel campo tessile per lana, seta, cotone, lino e yuta, ma anche per vernici, colori per uso pittorico, cosmetica. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il Guado, in botanica Isatis Tinctoria, racchiude già nel suo nome la sua principale caratteristica, quella di tingere. L’indaco è estratto dalle foglie. Attraverso processi di macerazione e fermentazione in acqua, si ottiene una colorazione gialla verdastra; la soluzione, agitata ed ossidata, fa precipitare i fiocchi d&#8217;indaco (indigotina). Si ottiene così una colorazione blu, da sempre usata nel campo tessile per lana, seta, cotone, lino e yuta, ma anche per vernici, colori per uso pittorico, cosmetica. [&#8230;]</p>
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