Antiossidanti ed EDTA

plastica1.jpgLe sostanze lipidiche (grassi) contenute nei cosmetici possono subire delle alterazioni di natura biologica (attività enzimatica e microbiologica) e/o di natura chimica (radiazioni solari, calore, umidità, ioni metallici), l’evidenza dello stato alterato del cosmetico si manifesta olfattivamente dal cattivo odore e probabile cambiamento di colore, nel complesso queste reazioni ossidative prendono il nome di irrancidimento dal cosmetico.
Il deterioramento dei grassi comporta l’idrolisi degli stessi con la rottura del legame  estereo che avviene in presenza di umidità, cioè di acqua. E’ infatti per questo motivo che cosmetici come le creme (emulsioni acqua-olio) irrancidiscono in breve tempo se non conservate)

Gli antiossidanti sono molecole che rallentano o prevengono l’ossidazione di altre molecole. Gli antiossidanti sono spesso agenti riducenti come tioli o polifenoli.
Gli antiossidanti hanno molti usi industriali, ad esempio come conservanti in cibo e cosmetici.
L’antiossidante più comunemente utilizzato in cosmetica è il famigerato acido etilendiamminotetraacetico, più noto con la sigla di EDTA (un acido carbossilico)
La funzione antiossidante dell’EDTA è dovuta al suo potere come agente chelante. La presenza di quattro gruppi carbossilici e di due atomi di azoto fa sì che la molecola di EDTA sia in grado di formare complessi molto stabili con moltissimi cationi.
Sottraendo questi cationi alla formulazione impedisce ai detti ioni di catalizzare il processo di ossidazione.
L’EDTA è molto utilizzato nelle formulazioni di detersivi, saponi liquidi, creme e d ogni genere di cosmetico per la sua efficace attività  ma ha in realtà diversi lati negativi..
Innanzitutto è di difficile biodegradabilità ed è inoltre sospettato di essere teratogeno ( ovvero  sostanza in grado di modificare o alterare il normale sviluppo del feto). Insomma, non è il massimo nè per l’ambiente nè per la nostra salute.

In sostituzione all’EDTA possono essere utilizzati antiossidanti ben più biocompatibili come  l’acido citrico che ha una blanda attività di sequestrante ma che per il sapone e per altri preparati può essere sufficiente..

Altrimenti, altra soluzione, potrebbe essere quella di non inserire nessun antiossidante nelle formule. Bisogna tenere conto però dei tempi di conservazione (in genere i saponi senza conservanti si conservano circa 1 anno) che sono generalmente più brevi e di semplici accortezze come ad esempio tenere lontani i saponi da oggetti metallici (es.portasapone).

Posted on Marzo 23rd 2008 by Luigi

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