Archive for Aprile, 2008

La nostra politica sugli imballaggi

un mondo di imballaggiLaSaponaria si impegna al rispetto e alla tutela  dell’ambiente in tutti i suoi aspetti. Ed è per questo che cerchiamo di curare al massimo tutta la filiera dei nostri prodotti dalla scelta delle materie prime fino all’imballaggio dei prodotti finiti.
I nostri prodotti presentano un packagin minimale e anche per quanto riguarda l’imballaggio esterno (scatole per la spedizione), già da tempo abbiamo sostituito i chip in plastica (polistirolo) con il ben più ecologico trinciato di carta proveniente dalle vecchie riviste e/o quotidiani e che può essere smaltito nella raccolta differenziata.
Ora abbiamo preso la decisione di utilizzare per quanto possibile scatoloni riciclati. Nel concreto quindi abbiamo deciso di riutilizzare ad esempio gli scatoloni provenienti dai nostri fornitori, o che altri negozi dismettono ma che sono ancora in perfette condizioni estetiche ed igeniche.
Inoltre d’ora in avanti utilizzeremo esclusivamente nastro daesivo ecologico che può essere riciclato come carta. Quindi al termine del ciclo di vita, potete gettare gli scatoloni direttamente nella raccolta differenziata senza dover eliminarvi il nastro adesivo(in ogni caso prima cercate di riutilizzarli più e più volte!!!).

Abbiamo calcolato che su ogni spedizione, in media, risparmieremo l’immissione di 0,5 Kg di anidride carbonica in atmosfera!!!!

Forse non sapevate che….

Il consumo annuo di carta e cartone in Italia è stato di circa 11 milioni di tonnellate nel 2002, vale a dire 188 kg. per abitante all’anno, compresi i consumi dell’industria. Di questi, più di 4 milioni di tonnellate sono costituiti da carta e cartone da imballaggio. La parte più cospicua della produzione è costituita da cartone ondulato, seguito da cartoncino per astucci pieghevoli e dalla carta utilizzata per sacchi e sacchetti. (fonte CONAI http://www.conai.org/)

Posted on Aprile 29th 2008 by Lucia

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A proposito di mondezza..

Una di queste sere si parlava tra amici della questione rifiuti. Si parlava del sud d’Italia, dell’isola di plastica (l’isola di 100milioni di tonnellate di rifiuti che galleggia tra Hawaii e Giappone), di colpe e di possibili soluzioni.

Chi può fare realmente qualcosa? C’è chi dice le aziende, c’è chi dice i consumatori, chi le amministrazioni pubbliche.
In realtà dovremo essere tutti: capire il problema e affrontarlo con coerenza e sincerità!

isola di rifiuti

Le aziende svolgono un ruolo importante nella riduzione degli imballaggi e nella scelta di soluzioni eco-compatibili, le amministrazione nell’incentivare il riuso e il riciclo ma, alla fine, sono i consumatori a fare la scelta finale..

LaSaponaria ha iniziato con delle piccole scelte:  vedi la politica de laSaponaria per gli imballaggi.

Posted on Aprile 29th 2008 by Lucia

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Il sapone che distrugge le foreste: Blitz di Greenpeace

Su questo blog abbiamo già parlato dell’olio di palma, e del perchè lo evitamo nelle nostre ricette.

In questi giorni gli stretti legami tra industria cosmetica, olio di palma e deforestazione sono arrivati alle cornache nazionali (e non solo) grazie ad un’azione di “guerriglia” contro Unilever.

Gli oranghi di Greenpeace hanno bloccato l’ingresso della sede Unilever, la multinazionale proprietaria del marchio Dove. Gli attivisti hanno steso uno striscione con il messaggio “Dove distrugge la foresta per l’olio di palma” e hanno scaricato davanti all’entrata dell’edificio una saponetta gigante.

Con azioni dirette anche ad Amsterdam e Londra, Greenpeace denuncia che Dove sta distruggendo le foreste del Borneo, habitat degli ultimi oranghi, e contribuendo gravemente al cambiamento climatico. Unilever, infatti, utilizza per i suoi prodotti più di un milione di tonnellate di olio di palma, proveniente da aree recentemente deforestate in Indonesia.

A mio avviso un’azione interessante, che merita diffusione e speriamo abbia degli effetti concreti sia per quanto riguarda la consapevolezza dei conumatori sia nei comportamenti di queste grandi multinazionali.

green peace e olio di palma

Dal sito di Green Peace capiamo che la denuncia si basa su prove concrete.

“Il rapporto “Borneo in fiamme” dimostra, infatti, che i fornitori diretti di Dove sono coinvolti nella distruzione delle torbiere indonesiane. Greenpeace accusa la multinazionale di non agire per prevenire questa distruzione. Anzi continua a comprare da questi fornitori e spinge per prima l’espansione dell’industria dell’olio di palma. A danno delle aree vergini della foresta pluviale del Borneo.

Inoltre, Unilever presiede la RSPO - Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile - un organismo che dovrebbe assicurare la sostenibilità dell’olio di palma. Nonostante la RSPO esista dal 2002, non c’è ancora sul mercato un olio di palma certificato e intanto la distruzione delle foreste continua a ritmo serrato. 

Ogni anno 1.8 miliardi di tonnellate di gas serra vengono rilasciati nell’atmosfera a causa della degradazione e degli incendi delle foreste torbiere indonesiane distrutte per fare spazio alle palme da olio.

La crescita del settore dell’olio di palma sta avendo un effetto devastante anche sulla biodiversità. I fornitori - che hanno collegamenti diretti con Dove – mettono a rischio gli habitat degli oranghi e uccidono gli animali stessi, per fare posto a nuove piantagioni.

Il numero degli oranghi è diminuito così drasticamente che la specie potrebbe estinguersi entro vent’anni”

(fonte: www.greenpeace.org)

Posted on Aprile 26th 2008 by Lucia

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Olio di oliva falsificato

Nelle cronache di oggi mi è balzata agli occhi una notizia…
Olio extravergine d’oliva venduto nei supermercati, sulle tavole degli italiani che olio d’oliva non è ma piuttosto olio di semi geneticamente modificato e colorato a dovere.

“ Il sodalizio criminale era composto da quattro gruppi, Pedico, Errico, Sinerchia-Giannatempo e Merra, che prima individuavano delle aziende fittizie, poi ne producevano i marchi. Dal nulla nasceva «Il Nobile», «Antiche Tradizioni», «Spremuta d´olio» e «Il Frantoio». Gli arrestati acquistavano dagli Stati Uniti grosse quantità di olio di semi di soia geneticamente modificato ad un costo di circa un euro. Poi, in alcuni casolari della zona di Cerignola e in tre oleifici, il «Sinerchia» di Cerignola, “Eurocatering” e “Vaira” di Foggia, trattavano il prodotto con clorofilla e betacarotene, un colorante che si usa in zootecnia e che fornisce all´olio di semi, solitamente giallo paglierino, una colorazione più bionda e calda, vicina a quello d´oliva. Ogni litro d´olio extravergine adulterato veniva messo in commercio a 4 euro. ”

E continua…

“In Italia su 9 bottiglie che dichiarano di contenere olio extravergine solo 7 lo contengono veramente e 2 non dicono la verità. Delle 7 bottiglie, poi, 4 soltanto sono di olio extravergine italiano e 3 di olio extravergine estero. Naturalmente il tutto viene venduto per italiano”
(fonte: laRepubblica)

Roba da far rabbrividire..ma di chi ci si può fidare? Su una truffa sventata quante ce ne sono in agguato?

Anche noi nella scelta delle materie prime ce lo chiediamo spesso…
Ecco perchè cerchiamo di conoscere personalmente i produttori e quando non è possibile ci appelliamo a certificazioni affidabili e, se è il caso, le confrontiamo con analisi condotte in nostri laboratori di fiducia.
A mali estremi estremi rimedi.

Posted on Aprile 22nd 2008 by Lucia

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Corso di saponificazione naturale…

Il posto - agriturismo terra e lunaQualche foto ricordo del corso di saponificazione dello scorso week-end presso l’agriturismo Terra e Luna di Ponzano di Fermo..

Bello il posto, bravi gli “alunni”… speriamo che vi siate divertiti e che vi diate alla sperimentazione casalinga!

Ci si prepara alla saponificazione..Preparazione soluzione caustica
All’opera!Via che si mescola!

Posted on Aprile 5th 2008 by Lucia

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Benessere e Salute