Archive for the 'Ricette e consigli naturali' Category

Corso di saponificazione naturale…

Il posto - agriturismo terra e lunaQualche foto ricordo del corso di saponificazione dello scorso week-end presso l’agriturismo Terra e Luna di Ponzano di Fermo..

Bello il posto, bravi gli “alunni”… speriamo che vi siate divertiti e che vi diate alla sperimentazione casalinga!

Ci si prepara alla saponificazione..Preparazione soluzione caustica
All’opera!Via che si mescola!

Posted on Aprile 5th 2008 by Lucia

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Antiossidanti ed EDTA

plastica1.jpgLe sostanze lipidiche (grassi) contenute nei cosmetici possono subire delle alterazioni di natura biologica (attività enzimatica e microbiologica) e/o di natura chimica (radiazioni solari, calore, umidità, ioni metallici), l’evidenza dello stato alterato del cosmetico si manifesta olfattivamente dal cattivo odore e probabile cambiamento di colore, nel complesso queste reazioni ossidative prendono il nome di irrancidimento dal cosmetico.
Il deterioramento dei grassi comporta l’idrolisi degli stessi con la rottura del legame  estereo che avviene in presenza di umidità, cioè di acqua. E’ infatti per questo motivo che cosmetici come le creme (emulsioni acqua-olio) irrancidiscono in breve tempo se non conservate)

Gli antiossidanti sono molecole che rallentano o prevengono l’ossidazione di altre molecole. Gli antiossidanti sono spesso agenti riducenti come tioli o polifenoli.
Gli antiossidanti hanno molti usi industriali, ad esempio come conservanti in cibo e cosmetici.
L’antiossidante più comunemente utilizzato in cosmetica è il famigerato acido etilendiamminotetraacetico, più noto con la sigla di EDTA (un acido carbossilico)
La funzione antiossidante dell’EDTA è dovuta al suo potere come agente chelante. La presenza di quattro gruppi carbossilici e di due atomi di azoto fa sì che la molecola di EDTA sia in grado di formare complessi molto stabili con moltissimi cationi.
Sottraendo questi cationi alla formulazione impedisce ai detti ioni di catalizzare il processo di ossidazione.
L’EDTA è molto utilizzato nelle formulazioni di detersivi, saponi liquidi, creme e d ogni genere di cosmetico per la sua efficace attività  ma ha in realtà diversi lati negativi..
Innanzitutto è di difficile biodegradabilità ed è inoltre sospettato di essere teratogeno ( ovvero  sostanza in grado di modificare o alterare il normale sviluppo del feto). Insomma, non è il massimo nè per l’ambiente nè per la nostra salute.

In sostituzione all’EDTA possono essere utilizzati antiossidanti ben più biocompatibili come  l’acido citrico che ha una blanda attività di sequestrante ma che per il sapone e per altri preparati può essere sufficiente..

Altrimenti, altra soluzione, potrebbe essere quella di non inserire nessun antiossidante nelle formule. Bisogna tenere conto però dei tempi di conservazione (in genere i saponi senza conservanti si conservano circa 1 anno) che sono generalmente più brevi e di semplici accortezze come ad esempio tenere lontani i saponi da oggetti metallici (es.portasapone).

Posted on Marzo 23rd 2008 by Luigi

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Corso di saponi all’ ITAS G.GALILEI - JESI

corso-di-saponificazione-parte-teorica.JPGProfumi di benessere
E’ questo  il titolo del percorso sperimentale che l’istituto ITAS G.GALILEI di JESI ha dedicato alle classi quarte dei servizi sociali.  Il percorso didattico è mirato a scoprire il mondo degli oli essenziali e in in particolare vengono studiati gli effetti in psico-neuro-endocrino- immunologia delle piante aromatiche sul benessere psico-fisico della persona. Il percorso prevede anche una formazione pratica, volta a scoprire quali possano essere gli impieghi e le funzioni delle piante aromatiche.

Noi del LaSaponaria abbiamo partecipato volentieri a questo progetto cercando di trasmettere la nostra passione per la produzione di sapone fatto con ingredienti naturali e profumati esclusivamente con oli essenziali. Abbiamo cercato di corso di saponificazione -sapone naturaletrasmettere l’ABC fondamentale per fare il sapone in casa  e soprattutto di infondere un pò di curiosità per questo magico mondo..

Abbiamo parlato della nostra esperienza, di come si faceva il sapone nelle nostre campagne e di come oggi è prodotto nell’industria cosmetica. Abbiamo poi visto le tecniche di saponificazione e gli ingredienti che si possono utilizzare..

E poi.. ci siamo cimentati nella produzione!
Ci siamo divisi in gruppi e ciascun alunno ha realizzato il suo sapone. Olio d’oliva, olio di cocco, olio di mandorle dolci e fantasia..
Ognuno ha scelto il suo olio essenziale e le erbette da aggiungere… ci sembra che siano venuti proprio bene!

E voi cosa ne pensate?
Avete provato i saponi? Come sono venuti?

Per maggiori informazioni:
sito dell’ITAS

Posted on Febbraio 21st 2008 by Lucia

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Detersivi faidaté

Pulito senza macchie…di coscienza. Una gestione davvero ecologica della propria abitazione passa dalla creazione autonoma dei propri sistemi di pulizia. Ecco come fare.
(Su gentile concessione di AAM Terra Nuova Edizioni)
Siamo tutti più o meno influenzati dai martellanti messaggi pubblicitari delle grandi compagnie che vendono detersivi per la pulizia della casa. Ci garantiscono un bianco che più bianco non si può, igiene sicura al 100%, pulito e igiene senza fatica… e noi crediamo sia fondamentale avere una casa perfettamente pulita, completamente asettica. Inoltre, il tempo per renderla splendente è poco e allora ci affidiamo ai detersivi che ci permettono di lavorare meno, che ci garantiscono un risultato ineccepibile in pochissimo tempo. Se ci fermiamo un attimo a riflettere in maniera critica sul nostro modo di gestire le pulizie di casa, molto probabilmente ci rendiamo conto di quante cose diamo per scontate.

Veleni di casa nostra

Diverse ricerche, condotte a livello europeo e negli Usa hanno rilevato come l’inquinamento domestico spesso è superiore e più concentrato di quello esterno. Cerchiamo di eliminare ogni batterio dalle superfici della nostra casa e ci ritroviamo immersi in fumi di solventi chimici volatili. Teniamo i nostri bambini lontani dai detersivi e li lasciamo gattonare su pavimenti lavati con gli stessi. Magari stiamo molto attenti a cosa ingeriamo, acquistiamo solo cibo biologico, lavando poi i nostri vestiti con detersivi chimici e usando un ammorbidente altamente inquinante. Dimenticando che la nostra pelle assorbe facilmente le sostanze con cui entra in contatto.
Ma non è solo la nostra salute a farne le spese. L’ambiente che ci circonda è costantemente minacciato dall’uso di derivati petrolchimici nei detersivi e dai vari additivi che in essi si trovano. I fosfati sono stati banditi dal commercio, ma sono stati sostituiti dagli zeoliti, dal dubbio minor impatto ambientale.
Una soluzione può essere quella di affidarsi ai detersivi ecologici, possibilmente quelli più seri (vedi l’articolo „Detersivi a confronto“ su Aam Terra Nuova n° 216, aprile 2007). Ma resta sempre l’elevato costo e l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto, dal reperimento delle materie prime, al processo industriale di creazione del detersivo, allo smaltimento dell’imballaggio.

Ma fateveli in casa!

La verità è che non abbiamo bisogno di venti tipi diversi di prodotti per la casa. La possibilità quindi di farsi i detersivi da sé può rappresentare una soluzione concretamente realizzabile, meno cara, non particolarmente più dispendiosa in termini di tempo e sicuramente più appagante. I lavori di casa diventano meno noiosi se ci si diverte a trovare sempre nuove soluzioni per pulire nella maniera più naturale possibile. Chiedere consigli ai nostri anziani può diventare un modo per interessarsi a loro e fare loro ricordare di come si poteva vivere diversamente. Autoprodursi le cose di cui si ha bisogno dà una grande soddisfazione e senso di libertà.

Bicarbonato, aceto, acqua calda, oli essenziali e luffa: con questi cinque elementi è possibile risolvere praticamente ogni esigenza di pulizia delle superfici di casa.
Il bicarbonato è l’ingrediente base fondamentale. Si può usare diluito in acqua - senza mai superare i 96 grammi per litro e usando acqua calda sotto i 60 gradi - e messo in uno spruzzino, per essere utilizzato quando necessario; lo si può spolverare sui sanitari e una volta gettato sopra dell’aceto si passa immediatamente con una spugna, mentre la reazione chimica sta ancora avvenendo; si può creare una pappetta con l’acqua da usare come un sapone liquido sulla spugna. Ha un’azione detergente, disinfettante - soprattutto contro i batteri che vivono in un ambiente acido - e deodorante.
L’aceto è un ottimo anticalcare, un buon detergente e un debole igienizzante. Più forte (e inodore) è l’azione dell’acido citrico in polvere, ma è un ingrediente più costoso, difficile da reperire e il processo che lo crea ha un maggiore impatto ambientale della produzione dell’aceto.
L’acqua calda potenzia l’azione di qualunque detersivo e già da sola è un ottimo detergente. Per pulire i pavimenti la si può utilizzare frequentemente da sola, oppure con un cucchiaio di soda da bucato diluito in 5 litri d’acqua, oppure con un bicchiere di aceto diluito in 5 litri d’acqua. Non per tutte le superfici è consigliato l’uso dell’aceto.
Gli oli essenziali hanno sempre un’ottima azione profumante, ma hanno anche molte proprietà antisettiche e disinfettanti. Queste ultime funzioni si annullano se li si diluisce in aceto o succo di limone / acido citrico. In particolare per disinfettare si possono usare oli di agrumi, lavanda, timo, tea tree, salvia, origano, cannella, eucaliptus, garofano, ginepro.
La luffa è una spugna vegetale che ci si può coltivare in casa - ed è quindi rinnovabile - della famiglia delle cucurbitacee (le zucche), ottima per la pulizia di ogni superficie, dei piatti e del corpo.
Alternando l’uso dei diversi ingredienti, l’azione pulente e igienizzante è più efficace.
Detersivi da bucato

L’autoproduzione di detersivi per lavare i panni richiede un maggiore impegno. Ma se ci si lascia prendere dall’entusiasmo del piccolo chimico ci si può divertire molto di più.
I detersivi mediamente in commercio contengono tensioattivi per pulire e una serie di additivi per permettere ad essi di agire più in profondità, più rapidamente e a temperature inferiori. Spesso gli additivi non sono necessari e spesso ne servono altri ancora per renderne efficaci i primi. Questi ingredienti sono in genere ottenuti mediante sintesi chimica e risultano pertanto non decomponibili attraverso il ciclo naturale di trasformazione e rinnovo delle sostanze organiche, e quindi altamente inquinanti.
I detersivi chimici industriali in polvere contengono fino al 50% di materiale inerte che fa volume. Solo i detersivi ecologici ne sono privi, in quanto sono concentrati.
Fondamentale è lavare in maniera responsabile, lo stretto indispensabile e pulire a mano i capi di piccole dimensioni e uso frequente, evitando l’uso di acqua corrente, lasciandoli a bagno il tempo necessario per il tipo di tessuto e riutilizzando l’acqua d’ammollo per pulire i pavimenti.
Il gel da bucato si può ottenere con 1 litro di acqua e 100 grammi di sapone ecologico tipo Marsiglia grattugiato. Si riempie una pallina dosatrice fino a 250 millilitri - questo permette di ridurre la quantità di detersivo fino al 20% - e la si mette direttamente nella vasca della lavatrice. Per profumare il bucato, mettere qualche goccia di olio esenziale nella vaschetta dell’ammorbidente.
Sbiancanti e ammorbidenti

Come sbiancante naturale si può aggiungere un cucchiaio di percarbonato al gel da bucato. Altrimenti si può provare ad usare acqua ossigenata a 130 volumi (3 grammi per chilo di biancheria), con una temperatura minima di 60 gradi e tempi di immersione di almeno 20 minuti.
Per smacchiare, se non si riesce ad agire tempestivamente, è sempre necessario pretrattare le macchie con sapone ecologico tipo Marsiglia grattugiato.
Se la vostra acqua è calcarea e richiede inevitabilmente l’uso di ammorbidenti, si possono mettere 100 millilitri di aceto (l’odore scompare se si asciugano i panni all’aria) o 100 millilitri di una soluzione al 10% di acido citrico nella vaschetta dell’ammorbidente. Se l’acqua è particolarmente dura, vanno aggiunti fino a 3 cucchiai di bicarbonato o soda da bucato (da usare con una maggiore attenzione) direttamente nella vasca.

Elisa Nicoli
L’articolo è stato pubblicato integralmente su AAM Terra Nuova, dicembre 2007
www.aamterranuova.it
 

PER SAPERNE DI PIÙ
Vi sono diversi libri sull’autoproduzione di detersivi. Il più completo e vicino alla sensibilità dell’autoproduttore felice è scaricabile gratuitamente da internet all’indirizzo http://biodetersivi.altervista.org (Manuale dei detersivi bioallegri).
Per acquistare le materie prime, ecco alcuni link:

Posted on Gennaio 24th 2008 by Lucia

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Olio di avocado bio. In arrivo!

oliodiavocado-copia.jpg

Un’olio vergine, ottenuto per spremitura a freddo dalla polpa dell’avocado..e finalemente da agricoltura biologica!
Stiamo lavorando così, di giorno in giorno, per riuscire a migliorarci sempre  e a trovare gli ingredienti il più genuini e naturali possibile. E.. siamo proprio contenti di aver scovato questa chicca!
L’olio di avocado è di per sè un toccasana della natura e addesso possiamo affermarlo con ancora più convinzione!

L’olio di avocado, infatti, è un’ottimo olio sia usato nella saponificazione grazie all’alta percentuale (27%) di frazione insaponificabile e alla presenza  squalene, vitamina E, fitosteroli, alcoli triterpenici. (Noi l’usiamo nel sapone mediterraneo con aloe)

Ma per chi l’ha provato può sicuramente confermare che è ottimo anche usato così, puro sulla pelle.
Apprezzato da secoli nei paesi tropicali, l’olio di Avocado è stato riscoperto a apprezzato recentemente per come cosmetico per a cura del viso e del corpo. Ha proprietà nutritive, emollienti e restitutive ed è
particolarmente indicato per pelli disidratate e per il trattamento delle pelli rilassate, atone e spente.

Per chi lo cercasse puro, o come ingrediente in preparazioni cosmetiche l’INCI che indica l’olio di avocado è Persea Gratissima Oil.

Posted on Novembre 8th 2007 by Lucia

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sapone naturale: cos’è il nastro?

sapone al nastro 

- Cos’è il sapone?
- Bhe,il sapone è una miscela di grassi e di una soluzione caustica. Gli ioni della soda che si liberano in acqua “catturano” le molecole di grasso…così si forma il nastro, la “crema” di sapone che poi deve essere versata negli stampi e lasciata riposare. Poi il gioco è fatto. La reazione prosegue da sola, l’acqua evapora, il sapone stagiona e piano piano è pronto..
- Ma..il nastro? cos’è il nastro??? come lo riconosco?
- Il “nastro” è appunto una fase fondamentale… il sapone deve essere versato negli stampi al momento giusto e alla temperatura giusta. In genere ci si può accorgere del momento giusto quando mescoliamo e vediamo che il sapone lascia una traccia, quando possiamo “scrivere” sulla superficie del sapone.
- Quanto tempo ci mette la miscela ad arrivare al nastro?
- Dipende. Dipende dalla quantità di olio, dalla temperatura, dalla velocità di agitazione e soprattutto dai tipi di oli utilizzati. Per esempio un sapone 100% olio d’oliva impiegherà molto pi tempo a “nastrare” rispetto ad uno fatto a base di olio di cocco dal momomento che i grassi saturi saponificano più velocemente.

Per maggiori informazioni:
http://www.lasaponaria.com/coseilsapone.html
http://www.ilmiosapone.it/
http://sapone.ilbello.com/

Posted on Ottobre 16th 2007 by Lucia

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Benessere e Salute